Approfondimenti

Spigolature tra le fonti del Concilio

Spigolature tra le fonti del Concilio è una rubrica nata nel settembre 2021 per approfondire – attraverso notizie, curiosità e aneddoti raccolti dalle fonti ufficiali – la storia del Concilio Vaticano II.

Il progetto, curato da Giorgio Gervasoni, prende avvio dal patrimonio conservato in Biblioteca – in particolare dagli Atti del Concilio e dalle cronache de La Civiltà Cattolica – per offrire uno sguardo sintetico ma vivo su persone, momenti e clima di uno degli eventi più importanti della storia recente della Chiesa.

Si tratta di brevi interventi, pensati non per essere esaustivi, ma per stimolare interesse, domande e desiderio di approfondimento.

Par. 4: La religione ebraica (riportato quasi integralmente in questo e nel prossimo numero)

Scrutando il mistero della Chiesa, il sacro Concilio ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo.

La Chiesa di Cristo infatti riconosce che gli inizi della sua fede e della sua elezione si trovano già, secondo il mistero divino della salvezza, nei patriarchi, in Mosè e nei profeti.

Essa confessa che tutti i fedeli di Cristo, figli di Abramo secondo la fede , sono inclusi nella vocazione di questo patriarca e che la salvezza ecclesiale è misteriosamente prefigurata nell’esodo del popolo eletto dalla terra di schiavitù. Per questo la Chiesa non può dimenticare che ha ricevuto la rivelazione dell’Antico Testamento per mezzo di quel popolo con cui Dio, nella sua ineffabile misericordia, si è degnato di stringere l’Antica Alleanza, e che essa stessa si nutre dalla radice dell’ulivo buono su cui sono stati innestati i rami dell’ulivo selvatico che sono i gentili. La Chiesa crede, infatti, che Cristo, nostra pace, ha riconciliato gli Ebrei e i gentili per mezzo della sua croce e dei due ha fatto una sola cosa in se stesso…Essa ricorda anche che dal popolo ebraico sono nati gli Apostoli, fondamenta e colonne della Chiesa, e così quei moltissimi primi discepoli che hanno annunciato al mondo il Vangelo di Cristo.

Come attesta la sacra Scrittura, Gerusalemme non ha conosciuto il tempo in cui è stata visitata; gli Ebrei in gran parte non hanno accettato il Vangelo, ed anzi non pochi si sono opposti alla sua diffusione. Tuttavia secondo l’Apostolo, gli Ebrei, in grazia dei padri, rimangono ancora carissimi a Dio, i cui doni e la cui vocazione sono senza pentimento… (continua).