115. Conclusione

Si conclude oggi, dopo quasi tre anni (ottobre 2021), questa rubrica sul Concilio Vaticano II, nata con l’intento di evidenziare alcuni aspetti particolari di quell’evento così importante per la Chiesa Cattolica e per il mondo intero.

La lettura di alcuni dei numerosissimi interventi dei Padri conciliari raccolti nei volumi degli Acta Concilii Vaticani II, mostra in modo evidente l’interesse e il coinvolgimento suscitato dalle questioni dibattute non solo tra i vescovi, ma anche nell’opinione pubblica di allora, nella Stampa, all’interno delle altre Chiese cristiane e delle altre religioni. Mi è pertanto sembrata buona cosa riservare un po’ di spazio a riportare, talvolta con citazioni letterali, talvolta riassumendoli, alcuni di tali interventi ad opera sia di Padri, prevalentemente europei, che hanno svolto un ruolo decisivo, sia di Padri meno noti, spesso di altri continenti, che hanno potuto per la prima volta far sentire la loro voce, evidenziando così l’aspetto veramente «cattolico» del Concilio. Mi è parso inoltre che ciò consentisse due obiettivi per me importanti: in primo luogo mostrare come allora fossero presenti, tra i circa 3000 vescovi del Concilio, idee e visioni sulla fede cristiana, sulla Chiesa e sul mondo, spesso tra loro molto diverse, se non contrapposte; in secondo luogo, dare un’idea, anche solo minima, di come queste opinioni espresse durante i dibattiti siano state recepite e, alla fine, entrate a costituire i testi dei documenti finali che noi oggi possiamo leggere.

Per fare tutto questo, mi è sembrato inevitabile anche ripercorrere cronologicamente, se pur in modo sintetico, le fasi che hanno caratterizzato la discussione e l’approvazione di alcuni testi molto controversi fino alla fine.

Come già avevo fatto presente, tra i sedici documenti finali del Concilio, mi sono soffermato solo su quelli che mi sembrava potessero interessare di più, per i temi trattati, un pubblico di laici: il mio auspicio è che ciò induca qualcuno a leggerli integralmente.

Infine, è con grande piacere e senso di riconoscenza che ringrazio coloro che tre anni fa mi proposero di iniziare questo lavoro e che in tutto questo periodo mi hanno reso possibile continuarlo e portarlo a termine grazie alla loro disponibilità, al loro contributo e alla loro fiducia nei miei confronti: il dott. Don Mattia Tomasoni, direttore della Biblioteca del Seminario, la dott. Silvia Piazzalunga e il dott. Andrea Capelli, bibliotecari efficientissimi e carissimi amici.

Giorgio Gervasoni