109. Gaudium et spes, parte II, c. III : Vita economico-sociale (dai nn. 63, 64, 66, 69) (testo finale)

Anche nella vita economico-sociale sono da tenere in massimo rilievo e da promuovere la dignità della persona umana, la sua vocazione integrale e il bene dell’intera società. L’uomo infatti è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale…Una contrapposizione si fa ogni giorno più grave tra le nazioni economicamente progredite e le altre…(63). Il fine ultimo e fondamentale dello sviluppo economico consiste nel servizio dell’uomo integralmente considerato e di ogni gruppo umano, di qualsiasi razza o continente. Pertanto l’attività economica deve essere condotta…in modo che risponda al disegno di Dio sull’uomo (64). …siano rimosse il più rapidamente possibile le ingenti disparità economiche che portano con sé discriminazioni nei diritti individuali e nelle condizioni sociali (66).

Dio ha destinato la terra e tutto ciò che essa contiene all’uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, e pertanto i beni creati devono essere partecipati equamente a tutti, secondo la regola della giustizia, inseparabile dalla carità…si deve sempre tener conto di questa destinazione universale dei beni…a tutti gli uomini spetta il diritto di avere una parte di beni sufficienti a sé e alla propria famiglia. Questo ritenevano giusto i Padri e i Dottori della Chiesa, che insegnavano che gli uomini hanno l’obbligo di aiutare  i poveri, e non solo con il loro superfluo. Chi si trova in estrema necessità, ha il diritto di procurarsi il necessario dalle ricchezze altrui… il Concilio richiama urgentemente tutti affinché, memori della sentenza dei Padri: «Da’ da mangiare a colui che è moribondo per fame, perché se non gli avrai dato da mangiare, lo avrai ucciso», realmente mettano a disposizione e impieghino utilmente i propri beni fornendo ai singoli e ai popoli i mezzi con cui essi possano provvedere a se stessi e svilupparsi (69).