Approfondimenti

Recensioni

Ogni mese la Biblioteca propone la recensione di un libro scelto tra le novità editoriali o tra i titoli che meritano di essere riscoperti.

La rubrica La nostra recensione nasce per offrire ai lettori uno sguardo orientativo e affidabile: brevi presentazioni che aiutano a cogliere il valore di un’opera, i suoi temi e le ragioni per cui vale la pena leggerla. Un invito alla lettura che accompagna il pubblico tra pagine di narrativa, saggistica e spiritualità.

Il secondo piano

Quando la carità sfida le tragedie della storia

Se le tenebre scendono
sulla città degli uomini
non si spenga la fede
nel cuore dei credenti.

Queste parole tratte dalla liturgia delle ore riassumono con semplicità il cuore del romanzo di Ritanna Armeni «Il secondo piano». Un libro ispirato a una storia vera, o forse sarebbe meglio dire a “più storie” vere, rimaste in sordina rispetto ai grandi avvenimenti del secolo scorso. Leggendo questo romanzo saremo invitati a immergerci nella vita di una comunità di religiose, a Roma, nel difficile anno 1944. Da qualche mese ormai le strade erano pattugliate dai soldati tedeschi e la Capitale stava vivendo una dura prova di resistenza. Il rastrellamento del ghetto ebraico, avvenuto il 16 ottobre 1943, durante il quale sono state deportate 1259 persone in poche ore (giorno passato alla storia come il “sabato nero”), fece subito percepire di cosa erano capaci gli occupanti nazisti. Così come la rappresaglia in seguito all’attentato partigiano in Via Rasella del 23 marzo 1944 portò alla morte 335 uomini (più di dieci per ognuno dei 32 soldati tedeschi rimasti uccisi), fucilati presso le Fosse Ardeatine.

In questo clima di terrore, di paura del vicino, di razionamento del cibo, la comunità religiosa composta da sette suore si trova a vivere la quotidianità scandita dalla preghiera, dal lavoro e dalle opere di carità. Anche per loro la fame si fa sentire: quello che cresce nell’orto è tutto un di più da condividere con i poveri che bussano alla porta. Finché un giorno la novizia, suor Lina, sente suonare il campanello con una strana insistenza a metà mattina, subito dopo la fine della celebrazione. Arrivata di corsa al portone, apre e si trova davanti sette persone: un’intera famiglia con i volti stremati e pochi bagagli. Così prende il via una narrazione affascinante, intervallata da cenni storici rispetto alle vicende della guerra e da bellissime pagine di diario che provano a raccontare l’interiorità di suor Lina, scossa da tutte le emozioni: paura, affidamento e infine speranza.

Nella Roma occupata, sulla quale sono scese le tenebre, le sette suore si daranno da fare per non spegnere la fede e la speranza, sfidando la sorte e accogliendo alcuni rifugiati ebrei scampati al rastrellamento del ghetto. Nel frattempo in Vaticano il Papa e i suoi diplomatici cercano una via per porre al sicuro più persone possibile, creando una rete di solidarietà e carità di cui troppo poco si è raccontato, che forniva aiuto ma anche documenti falsi per resistere all’occupazione. In questa vicenda si colloca anche la bellissima storia – anch’essa tenuta segreta a lungo – del campione di ciclismo Gino Bartali, riconosciuto dallo Yad Vashem “Giusto tra le nazioni”, che nei suoi allenamenti percorreva le strade fra Umbria e Toscana con i documenti da consegnare nascosti nel canotto della sua bici (storia che si può trovare nel libro Gino Bartali, una bici contro il fascismo di A. Toscano).

Non mancano i momenti di suspense e di tensione, soprattutto quando alcune delle suore non si sentono abbastanza coraggiose da portare avanti una scelta simile; quando più volte il nascondiglio al secondo piano rischia di essere svelato per i rumori dei più piccoli, stanchi dopo mesi di nascondimento; o quando il pericolo verrà dal sacrestano, troppo curioso e soprattutto troppo amico dei soldati tedeschi. Una storia vera, piena di speranza e di tanto coraggio: non il coraggio dei forti, di chi alza la voce per farsi sentire, ma di chi prova a compiere il bene rischiando in prima persona, nel silenzio di una casa e di una chiesa. Leggere questo romanzo sarà un buon modo per non dimenticare e per iniziare anche noi, nel nostro piccolo, a compiere il bene lì dove non si vede.

Ritanna Armeni, Il secondo piano. La copertina del libro