Storie di carta
Questo fa la storia.
Un registro, un quaderno, una pergamena, un foglio di carta, un semplice materiale sporcato d’inchiostro: è grazie a tutto ciò se in passato, oggi e in ogni tempo si riuscirà a ricostruire la storia; e non solo la Storia generale del mondo, ma ogni storia, anche quella più piccola e apparentemente priva di valore.
L’archivio – si potrebbe dire – è alla base della ricostruzione storica, perché conserva, attraverso la documentazione, una memoria che travalica tempo e spazio e che, se correttamente protetta e valorizzata, non smetterà mai di stupire e regalare nuove notizie.
Prendendo, ad esempio, uno dei più antichi volumi qui conservati che raccoglie una serie di documenti relativi ad antiche proprietà di chiericati poi annesse ai possedimenti del Seminario Vescovile, si ritrovano memorie di un campo, detto «campo di S. Matteo», situato nella contrada del Polaresco e di ragione della chiesa di S. Matteo di Longuelo: questi atti raccontano passaggi di proprietà e investiture a titolo di locazione di questo terreno, mostrando non solo chi ha posseduto e chi ha lavorato quella specifica terra, ma anche come essa veniva chiamata, quali fossero i suoi confini e spesso persino le qualità degli alberi e della vegetazione presenti su di essa nel XVI secolo.
Chiunque abiti o frequenti oggi quest’area potrebbe essere interessato anche solo ad ascoltare la storia di questa terra, una storia a tutto tondo, mai noiosa, mai sterile, ma ricca, preziosa ed appassionante.
ASVBg, Carteggio, Patrimonio, Gli inizi del Seminario, b. 1, f. 1



