Biblioteca

Storia e mission

Un’eredità culturale lunga oltre tre secoli

Dai lasciti del Seicento alla Biblioteca di oggi

Ritratto del vescovo Daniele GiustinianiLa prima notizia attestata riguardante la Biblioteca del Seminario Vescovile “Giovanni XXIII” risale al 1697, quando il vescovo Daniele Giustiniani, alla sua morte, lasciò al Seminario tutti i suoi libri, come risulta da un’iscrizione posta su un suo ritratto collocato ancora oggi in Biblioteca.
La Biblioteca nel corso del tempo si sviluppa anche grazie alle numerose donazioni librarie disposte dai vescovi bergamaschi e da sacerdoti e laici particolarmente legati al Seminario.

In seguito ai lavori di ricostruzione del Seminario nella sede di via Arena 11, realizzati negli anni Sessanta del Novecento, la Biblioteca viene collocata al primo piano del Palazzo Bianconi, al centro dei diversi edifici che ospitano le comunità di professori, teologi e studenti seminaristi.

Nel 2003 viene avviata la catalogazione informatizzata del materiale bibliografico e documentario.

Sede del Seminario Vescovile Giovanni XXIIIDal 2008 la Biblioteca è presente in SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale) tramite il PBE (Polo di Biblioteche ecclesiastiche), condividendo i propri cataloghi a livello nazionale.
Con decreto del Vescovo del 9 luglio 2008, è stata ufficialmente riconosciuta come Biblioteca Ecclesiastica Diocesana, pur restando di proprietà e sotto la responsabilità gestionale del Seminario Vescovile.
La Biblioteca è composta da un’ampia sala lettura, in grado di contenere circa 40 postazioni di studio per gli utenti; qui sono anche esposte le nuove acquisizioni librarie e sono disponibili a scaffale aperto alcune opere di consultazione generale.
Oltre alla sala lettura è presente anche una sala più piccola, denominata Sala periodici, dov’è esposta, sempre a scaffale aperto, l’ultima annata delle riviste correnti.

I depositi, invece, sono accessibili soltanto dal personale della Biblioteca.

Vista dall'alto del Seminario Vescovile di Bergamo
Libri antichi
Vista dall'alto del Seminario Vescovile di Bergamo

Mission

La Biblioteca è al tempo stesso custode della memoria e promotrice di cultura.

Custode della cultura sedimentata nei libri

Seleziona, ordina e conserva i testi, perché diventino testimonianza della cultura che essi racchiudono. Come scrive J.L. Borges, «dare un ordine alla Biblioteca è un modo silenzioso di esercitare l’arte della critica».

Scrigno
del libro

Ogni volume si racconta non solo attraverso il testo, ma anche tramite la carta, i caratteri tipografici, la legatura e le immagini, diventando esso stesso fonte storica.

Promotrice
di sapere e ricerca

La Biblioteca non si limita a fornire informazioni, ma invita a un approccio paziente, rigoroso e comparato, che porta a scoperte impreviste. Umberto Eco ricordava che «la principale funzione della biblioteca è scoprire libri di cui non si sospettava l’esistenza e che si rivelano di estrema importanza per noi».

Per approfondire...

Santo Pesenti, La Biblioteca del Seminario, in Il Colle di S. Giovanni. Storia e arte, SESAAB, Gorle (BG) 1996, pp. 289-301